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Valve porterà Half Life 2 su Linux? Forse…

Saranno sicuramente in molti tra i lettori coloro che sono appassionati alla fantastica serie di videogiochi con protagonista l’immortale Gordon Freeman. Half Life 2 soprattutto, con le sue due successive espansioni, ha ormai scritto importanti pagine di storia nel mondo dei videogames ma, a tre anni e mezzo dalla data di rilascio (14 Novembre 2004), neanche l’ombra di una versione Linux.

Nulla di scandaloso pensando al fatto che lo stesso gioco è già da tempo nella Platinium List di WINE, ma l’eseguire una versione nativa per una predefinita piattaforma, in questo caso Linux, ha sicuramente ben altro sapore.

Valve, a differenza di altri concorrenti, non si è mai sbilanciata sulle possibilità di porting del suo rivoluzionario motore grafico Source su sistemi operativi non-Windows; in questi giorni però, da fonti vicine alla casa sembrano rimbalzare insistenti voci su una presunta versione della Orange Box per codesti sistemi.

A raccogliere queste indiscrezioni è stata Phoronix la quale, ricordando come il Source sia stato disegnato per essere altamente modulare, afferma che è molto vicina l’introduzione del supporto alle librerie grafiche OpenGL che, senza nulla togliere alle capacità prestazionali dei videogiochi, renderà possibile l’esecuzione degli stessi su piattaforme Linux o Mac OS X.

Aspettando maggiori informazioni, non ci resta che consolarci con WINE e tutti i suoi problemi. Nella speranza che Gordon Freeman sconfigga anche questo male…

[via: phoronix.com || ossblog.it]

Travaglio attacca Schifani, per lui critiche bipartisan

Critiche bipartisan per Marco Travaglio che sabato sera, al termine dell’intervista con Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ (Rai3) aveva attaccato Renato Schifani ricordando che il neo presidente del Senato in passato aveva avuto rapporti con persone condannate per mafia.

Ieri, per tutta la giornata, si sono susseguite dichiarazioni di esponenti del Pdl che lamentavano l’uso strumentale e diffamatorio (Gasparri) del servizio pubblico da parte di Travaglio senza la possibilità di contraddittorio.

A difendere il giornalista dell’Unità (preso di mira anche dalla Finocchiaro, Pd) solo il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro che esprime solidarietà a Travaglio in quanto “ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti”. E, entrando nel merito della questione, Di Pietro aggiunge: si tratta di “episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perchè, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato”.

In serata, poi, Schifani affida il suo commento ai microfoni del Tg1. Parla di “fatti inconsistenti e manipolati che non hanno dignità di generare sospetti” e, sostiene che, in questo modo, qualcuno “voglia minare il dialogo e il confronto costruttivo che ha caratterizzato l’inizio di questa legislatura”.

[via: polisblog.it]

Le pagelle del lunedì

An: fiamme spente. Voto + 8. Gianfranco Fini, neo presidente della Camera, spegne la fiamma del suo partito e spinge Alleanza Nazionale verso il Pdl berlusconiano. Dopo 21 anni alla guida dell’ex Msi, l’ex delfino di Giorgio Almirante passa il timone al “reggente” Ignazio La Russa che affiancato dall’ufficio politico dovrà traghettare An nel Pdl, dopo l’ultimo congresso di Alleanza Nazionale e il primo del Popolo delle Libertà. Fini: “ Con la mia elezione a presidente della Camera la destra non è più figlia di Dio minore”. Svolta storica. Che sia la volta buona perché anche in Italia operi una destra democratica, non ideologica e non condizionata dal suo “triste” passato?

Pd: fiamme accese. Voto – 8. Fatto il governo “ombra”, il premier virtuale Walter Veltroni incappa subito in un clamoroso scivolone sull’infuocato nodo libanese. Il leader del Pd, nel caos della guerriglia di Beirut aveva proposto di verificare in Parlamento la missione Unifil per stabilire “se ci sono ancora le condizioni per garantire la sicurezza dei nostri soldati”. Torna subito a far sentire la sua voce l’ex segretario dei Ds e neo titolare degli Esteri nello shadow cabinet veltroniano Piero Fassino, che smentisce il suo “premier”: “In Libano si resta. La missione non si mette in discussione”. Nuovo asse D’Alema - Fassino? Unica certezza attuale nel Pd: la confusione.

[via: polisblog.it]

Skype vs. GPL: vince ancora la licenza

In pochi ricorderanno il caso della violazione della GPLv2 accertata dal tribunale di Monaco di Baviera ai sensi di Skype. A quasi 10 mesi da quel 25 Luglio, ecco che anche il ricorso in appello del colosso VoIP è stato respinto, confermando dunque l’iniziale sentenza di primo grado.

La disputa risale ai tempi della commercializzazione del telefono SMCWSKP 100, il cui software è basato su sistema operativo GNU/Linux. L’accusa verteva sul fatto che la società americana non aveva fornito agli acquirenti i sorgenti del software e soprattutto non vi erano accenni al tipo di licenza utilizzata.

I motivi del ricorso sono stati dichiarati inconsistenti così Skype sarà ora costretta ad adeguarsi ai termini della GPLv2.

[via: osnews.com || ossblog.it]

Apre i battenti Plone.it

PloneProsegue la diffusione in terra italica di Plone: dopo la traduzione del manuale ufficiale ecco arrivare anche il sito dedicato a questo potente CMS. In conformità con i dettami della Plone Foundation, plone.it mira a diventare un punto di riferimento per la comunità italiana alla ricerca di documentazione ed informazioni sul CMS e sulle tecnologie che ne costituiscono il cuore (Python/Zope su tutte).

Non possiamo che augurare un “in bocca al lupo” agli sviluppatori ed agli utenti che si impegneranno per aumentare la diffusione di questo valido (ma poco popolare) CMS.

[via: ossblog.it]

Aggiornati i driver liberi nVidia

NVIDIAPiccolo update di servizio per i driver nVIDIA rilasciati sotto licenza GPLv2; l’annuncio ci viene direttamente dalla mailing list di Freedesktop.org dedicata a X.org.

Nessuna rivoluzione dunque. Migliorato il supporto ai chipset grafici G80, risolti alcuni bug di inizializzazione dei driver ed aggiunta un opzione per la conferma dell’entrata in modalità dual-link DVI.

Ulteriori informazioni potete trovarle sul comunicato ufficiale del rilascio.

[via: ossblog.it]

Gp Turchia, vince Massa davanti ad Hamilton

Felipe Massa è stato di parola, dando concretezza al suo desiderio di raccogliere una tripletta nel Gran Premio di Turchia. Per lui quello di oggi è il terzo successo consecutivo sulla pista dell’Istanbul Park, dove riesce ad esprimersi con grande naturalezza. Ma andiamo all’analisi della sfida, iniziando dal via. Il brasiliano scatta bene e conserva senza difficoltà il vertice della gara. Ben diversa la partenza del campione del mondo Kimi Raikkonen, che scivola in sesta posizione, preceduto da Lewis Hamilton, Robert Kubica, Heikki Kovalainen e Fernando Alonso.

Nelle retrovie c’è subito un lungo della Force India di Giancarlo Fisichella, che coinvolge la Williams di Kazuki Nakajima. Per agevolare la rimozione della monoposto dell’italiano entra in pista la safety car. I bolidi del Circus si accodano, in attesa della ripartenza. Alla ripresa delle danze Massa, con la Ferrari, continua ad amministrare la corsa con un certo vantaggio sulla McLaren di Hamilton e sulla Bmw-Sauber di Robert Kubica, che rimpiazza Kovalainen in terza posizione. Il finlandese del team di Woking, dopo il rientro al box per cambiare il muso della sua vettura, finisce addirittura in coda al gruppo.

Raikkonen, che nel frattempo supera Alonso, torna così in quarta posizione. Al sedicesimo passaggio la situazione di testa è inalterata, ma Hamilton imbocca la via del rifornimento, effettuato pochi passaggi prima anche dall’asturiano della Renault. Una dimostrazione tangibile della leggerezza delle loro monoposto, che avevano imbarcato meno carburante dei rivali. Raikkonen, che naviga dietro Kubica, si trova a otto secondi dalla linea di testa. Dopo la prima tornata di pit stop la situazione vede Massa ancora al comando, ma il brasiliano non riesca a capitalizzare i tre giri in più percorsi con l’iniziale treno di gomme. Anzi, in questa fase, perde due secondi preziosi.

Dagli specchietti vede avvicinarsi velocemente la sagoma della McLaren di Hamilton, che lo supera, guadagnando il comando della corsa. Raikkonen supera Kubica nella pit-lane, agganciando la terza posizione, a nove secondi dal vertice. Hamilton sembra ormai in fuga, con un ritmo impossibile per le “rosse”, staccate rispettivamente di 6 e 15 secondi. Ma è un bluff, perché l’inglese ha imbarcato pochissima benzina, cosa che lo costringe a un rapido rientro ai box. Massa recupera ancora la prima piazza, con 9 secondi su Raikkonen e 12 su Hamilton. A tredici giri dalla conclusione l’alfiere della McLaren esce dall’ultimo pit stop davanti a Raikkonen, insediandosi definitivamente in seconda posizione, alle spalle di Massa, che vince il Gran Premio.

GP Turchia, classifica finale:

01. F. Massa Ferrari 1h26′49″451 213.000 Km/h
02. L. Hamilton McLaren Mercedes +00′03″7 (3 pit-stop)
03. K. Raikkonen Ferrari +00′04″2 (2 pit-stop)
04. R. Kubica BMW Sauber +00′21″9 (2 pit-stop)
05. N. Heidfeld BMW Sauber +00′38″7 (2 pit-stop)
06. F. Alonso Renault +00′53″7 (2 pit-stop)
07. M. Webber Red Bull - Renault +01′11″4 (2 pit-stop)
08. N. Rosberg Williams-Toyota +01′15″2 (2 pit-stop)
09. D. Coulthard Red Bull - Renault +01′16″3 (2 pit-stop)
10. J. Trulli Toyota + 1 Giro (2 pit-stop)
11. J. Button Honda + 1 Giro (2 pit-stop)
12. H. Kovalainen McLaren Mercedes + 1 Giro (3 pit-stop)
13. T. Glock Toyota + 1 Giro (2 pit-stop)
14. R. Barrichello Honda + 1 Giro (2 pit-stop)
15. N. Piquet Jr. Renault + 1 Giro (2 pit-stop)
16. A. Sutil Force India-Ferrari + 1 Giro (3 pit-stop)
17. S. Vettel Toro Rosso-Ferrari + 1 Giro (4 pit-stop)
18. S. Bourdais Toro Rosso-Ferrari out @ lap 27 incidente
19. K. Nakajima Williams-Toyota out @ lap 01 incidente
20. G. Fisichella Force India-Ferrari out @ lap 01 incidente

[via: f1grandprix.it || motorsportblog.it]

Caro petrolio: arriva il distributore casalingo di bioetanolo

In America si fa un gran parlare di bioetanolo e le case costruttrici stanno sfornando modelli capaci di utilizzare questo carburante (noto anche come E85) al posto della benzina verde. Il prezzo del greggio non accenna a fermarsi ed è logico che ogni notizia in merito a possibili risparmi sul pieno sia subito portata alla ribalta. E’ il caso del “Micro Fueler”, una stazione di rifornimento casalinga che costa 10.000 $ e produce 132 litri di carburante alla settimana, utilizzando zucchero, acqua ed energia elettrica. Lo zucchero è sopratutto quello degli scarti di lavorazione, ancora facile da trovare a prezzi irrosori sopratutto in sud America.

Il funzionamento è tutto da provare, come anche il risparmio reale: servono 60.000km l’anno e 2 anni per rientrare della spesa, secondo gli esperti. La ditta che produce questa attrezzatura si chiama E-Fuel Corporation, della quale vi segnaliamo anche il sito internet.

[via: repubblica.it || autoblog.it]

Vignetta del giorno

[via: polisblog.it]

Fini lascia la presidenza di An: “Ora non siamo più figli di un Dio minore”

Gianfranco Fini è visibilmente emozionato. All’Hotel Summit di Roma celebra la sua ultima assemblea nazionale da presidente di Alleanza Nazionale. La reggenza del partito è così affidata al neo ministro della Difesa Ignazio La Russa che, assieme ad Alemanno, Ronchi, Lamorte e Matteoli guiderà la transizione verso il Popolo della libertà.

Una sfida, questa del Pdl, dice Fini, “che la nostra gente ha capito molto prima di qualche dirigente che ne ha compreso l’importanza solo dopo aver avuto la sicurezza di essere incluso nelle liste o di avere avuto posto al governo”. Ma, Alleanza Nazionale, “ha saputo vedere giusto”. Bisogna dare atto a Berlusconi e Bossi, sottolinea, “di avere avuto lungimiranza politica e capacità di comprendere che era il momento” ovvero, che quella del Pdl era l’unica possibilità “di dare una alternativa ad un’Italia che voleva liberarsi non solo dai fallimenti del governo Prodi ma dall’inguaribile complesso di superiorità della sinistra sulla società italiana, che invece aveva bisogno di cose diverse”.

Il Pdl, però, per il presidente della Camera, è anche “il compimento della strategia di Fiuggi”. Nel ‘94, l’obiettivo principale era quello di mostrare che con il consenso degli elettori “saremmo riusciti a far venire meno la nostra minorità”. Oggi, la presidenza della Camera, rappresenta un forte segnale: “il dopoguerra è finito”. Ora, è la sintesi di Fini, “non siamo più figli di un Dio minore”.

E’ il compimento di un percorso lungo e tortuoso che, nonostante le numerose difficoltà, ha portato Alleanza Nazionale a lasciarsi alle spalle, nel corso di questi tredici anni, l’etichetta di “post-fascisti” con l’obiettivo di diventare una forza politica europea e moderna seppur coerente con i propri valori.
A Gianfranco Fini, va il merito di tutto ciò. Ecco perché, il suo, non affatto un addio (“continuerò a lavorare con voi in modo diverso”) ma un semplice passaggio di consegne piuttosto formale che, come sottolinea Ignazio La Russa, non mette affatto in discussione la sua leadership.

[via: polisblog.it]