La Spagna ci attacca: siamo un popolo violento, xenofobo e razzista
Maria Teresa Fernandez de la Vega, chi è costei? Escluse parentele con Zorro e affini, e sapendo che trattasi di vice-premier, non rimane che cercare tra gli esecutivi dell’America Latina, dato che in Europa l’unico paese di lingua spagnola si è segnalato per una politica di tolleranza zero (0,5 al massimo) verso l’immigrazione clandestina. E invece, sorpresa sorpresina, la nostra pluri-cognomata è proprio la seconda di Zapatero, fatto che evidentemente non le impedisce di farsi sfuggire sequenze svagate di parole in libertà.
“Il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell’immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri” - ha affermato la de la Vega, soggiungendo che “Madrid non condivide una politica di espulsioni che non sia nel rispetto della legge e dei diritti, giacché esistono meccanismi legali per arginare l’immigrazione clandestina. Sono questi i meccanismi da utilizzare, e non altri”.
Che lezione, ragazzi; roba da andare a nascondersi. Siamo xenofobi, razzisti e violenti e ci dobbiamo vergognare. Infatti stiamo arrestando centinaia di persone bravissime, antichi nomadi che vivono pacificamente in Italia cercando di guadagnare un tozzo di pane col sudore della fronte; persone talmente innamorate del lavoro da svilupparlo fin dalla tenera età, per poi insegnarlo ai propri bambini. Chi di noi infatti non assiste allo spettacolo quotidiano dei Rom di ogni età che si affannano ad alleggerire affaticate persone sui piazzali delle stazioni, che ci aiutano nel nostro duro percorso quotidiano lavandoci i vetri delle autovetture, che addirittura si offrono di fare da baby-sitter ai nostri bambini, talmente solerti da venire personalmente a prenderseli nelle nostre case!
E noi cosa abbiamo dato loro in cambio finora? Solo tanta diffidenza. E per lavarci la coscienza abbiamo gettato loro la carità pelosa di qualche campo di accoglienza fornito di gas, elettricità e acqua gratuite. A volte addirittura abbiamo dato loro delle mance, dei piccoli sussidi giornalieri che non potevano certo bastare a condurre una vita dignitosa per gente che tiene famiglie numerose ed ha tante bocche da sfamare.
Insomma, in molti casi li abbiamo costretti a chiedere l’elemosina per strada. Non solo, ma tante volte non l’abbiamo nemmeno concessa, noi cuori aridi presi dai nostri egoismi e chiusi nelle nostre casette monofamiliari, quando avremmo tanto spazio in casa per accogliere questa gente che ha bisogno.
Ecco, questo è il senso della lezione spagnola di Maria Teresa Fernandez de la Vega, e spiace terribilmente che alla fine il governo iberico abbia voluto scusarsi, chiarendo tramite Diego Lopez Garrido che la critica non era rivolta al Governo Berlusconi. No, Maria Teresa Fernandez de la Vega, non scusarti. Insegnaci ancora a guardare verso coloro che soffrono con occhio grazioso. Aiutaci a donare ciò che è nostro a chi ha più bisogno come facevamo un tempo, quando i campi nomadi erano pieni di Mercedes, mentre ora… sarà già tanto se potranno concedersi una Skoda.
[via: polisblog.it]

noi violenti e razzisti?

spagnoli maledetti! bombardiamoli!!!
hanno un po’ ragione