Fini lascia la presidenza di An: “Ora non siamo più figli di un Dio minore”

Gianfranco Fini è visibilmente emozionato. All’Hotel Summit di Roma celebra la sua ultima assemblea nazionale da presidente di Alleanza Nazionale. La reggenza del partito è così affidata al neo ministro della Difesa Ignazio La Russa che, assieme ad Alemanno, Ronchi, Lamorte e Matteoli guiderà la transizione verso il Popolo della libertà.

Una sfida, questa del Pdl, dice Fini, “che la nostra gente ha capito molto prima di qualche dirigente che ne ha compreso l’importanza solo dopo aver avuto la sicurezza di essere incluso nelle liste o di avere avuto posto al governo”. Ma, Alleanza Nazionale, “ha saputo vedere giusto”. Bisogna dare atto a Berlusconi e Bossi, sottolinea, “di avere avuto lungimiranza politica e capacità di comprendere che era il momento” ovvero, che quella del Pdl era l’unica possibilità “di dare una alternativa ad un’Italia che voleva liberarsi non solo dai fallimenti del governo Prodi ma dall’inguaribile complesso di superiorità della sinistra sulla società italiana, che invece aveva bisogno di cose diverse”.

Il Pdl, però, per il presidente della Camera, è anche “il compimento della strategia di Fiuggi”. Nel ‘94, l’obiettivo principale era quello di mostrare che con il consenso degli elettori “saremmo riusciti a far venire meno la nostra minorità”. Oggi, la presidenza della Camera, rappresenta un forte segnale: “il dopoguerra è finito”. Ora, è la sintesi di Fini, “non siamo più figli di un Dio minore”.

E’ il compimento di un percorso lungo e tortuoso che, nonostante le numerose difficoltà, ha portato Alleanza Nazionale a lasciarsi alle spalle, nel corso di questi tredici anni, l’etichetta di “post-fascisti” con l’obiettivo di diventare una forza politica europea e moderna seppur coerente con i propri valori.
A Gianfranco Fini, va il merito di tutto ciò. Ecco perché, il suo, non affatto un addio (“continuerò a lavorare con voi in modo diverso”) ma un semplice passaggio di consegne piuttosto formale che, come sottolinea Ignazio La Russa, non mette affatto in discussione la sua leadership.

[via: polisblog.it]

~ di marko su 11 Maggio 2008.

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