No al Primo Maggio comunista

Come al solito arriva il Primo Maggio e io, che sono un lavoratore come tutti voi, vengo gratificato di una giornata di riposo festivo. Che bello, mi dico, oggi mi sentirò affratellato con tutti gli altri lavoratori d’Italia e potrò godermi una bella dormita, seguita da una gita o quant’altro, e perché no anche dal classico concerto di piazza San Giovanni anche se so bene che è organizzato dai sindacati di sinistra, presentato da attori di sinistra e vi partecipano solo artisti di sinistra.

E’ sempre stato così, ripeto tra me e me con tono consolatorio, non posso rovinarmi lo spettacolo per questo. E poi mi piacciono un sacco i Subsonica, Elio e le Storie Tese, Stefano Di Battista ecc. e quindi me lo guardo lo stesso sperando di non sentire anche quest’anno sproloqui alla Rivera. D’altronde se dovessi tagliare dal mio orizzonte tutti gli artisti che non la pensano come me, primo sarei un imbecille, secondo rischierei di non ascoltare più niente del tutto… e comunque la musica non ha colore politico, almeno non per me.

Sceso dunque al solito compromesso con la teoria gramsciana dell’egemonia culturale, prima di godermi lo spettacolo mi sparo una bella carrellata di immagini dai vari cortei cittadini organizzati in occasione della festività. Chissà, magari quest’anno ci saranno meno bandiere rosse, magari le cose stanno cambiando e io, umile metalmeccanico nero-verde-azzurro, insomma tutto tranne che rosso, potrò sentirmi rappresentato dai miei colleghi scesi in piazza. Eh sì sì. Specialmente a Torino, dove si bruciano bandiere israeliane e americane per la strada, tra lo sguardo compiaciuto dei manifestanti.

E allora dico: e basta! Basta, basta e ancora basta!La festa del Primo Maggio non è vostra. Sì lo so, abbiamo accettato per decenni che fosse così, ma ora ci siamo svegliati e non lo accettiamo più. Siamo lavoratori tutti quanti, destra-sinistra-centro, e siccome non siamo all’asilo e non vogliamo bruciare bandiere cubane, palestinesi e cinesi per par condicio, chiediamo rispettosamente che non vengano bruciate le nostre. Grazie.

[via: polisblog.it]

~ di marko su 1 Maggio 2008.

Una Risposta to “No al Primo Maggio comunista”

  1. Sbagliano i coglioni estremisti a bruciare le bandiere in piazza. Ma sbaglia anche chi fa “propria” la festa del primo Maggio se poi crede in un partito che i lavoratori li prende per i fondelli. Cosa intendo? Intendo che quando Berlusconi dice “abbasserò l’aliquota massima” sa bene che l’operaio medio non ha la benchè minima idea che tale affermazione implica l’abbassamento delle tasse solo al di sopra di una certa soglia di reddito (anche abbastanza alta). Per fare un esempio. Se poi adesso c’è anche la Lega a difendere i lavoratori promettendogli che butteranno fuori gli immigrati che occupano posti di lavoro che gli italiani non vorrebbero mai occupare, questo è un altro par di maniche.

Lascia una Risposta