Red Hat chiude al desktop? Sì ( ma anche no )
A conferma di quanto iniziato con la nascita di Fedora e delle dichiarazioni degli ultimi anni, Red Hat ha ribadito nuovamente di non avere piani per la creazione di una distribuzione Linux espressamente dedicata al mercato desktop privato.
Rimane invece l’impegno sul fronte del desktop commerciale: il tanto chiacchierato Red Hat Global Desktop ( RHGD ), nonostante i ritardi accumulati, dovrebbe vedere la luce nel giro di pochi mesi. RGHD è indirizzato esclusivamente a piccole fette di mercato nei paesi in via di sviluppo / emergenti e sarà distribuito da un ristretto numero di partner di Intel.
Riallacciandoci al titolo del post ( e nonostante le dichiarazioni di cui sopra ) non possiamo però negare l’impegno dell’azienda del cappello rosso nello sviluppo del software libero nel campo del desktop tradizionale: gli sforzi per migliorare X ( kernel modesetting, randr, dri2 ), PolicyKit, intere sottosistemi di GNOME, i font Liberation, NetworkManager, gli sviluppatori dedicati ad OpenOffice.org e PulseAudio sono solo alcuni dei campi in cui la presenza di Red Hat risulta positivamente evidente.
Magari non vedremo mai più una distribuzione desktop-oriented targata Red Hat ( ne abbiamo veramente bisogno? ) ma possiamo contare sul fatto che uno dei nomi storici dell’ecosistema GNU/Linux continuerà a sforzarsi di migliorare il desktop, anche quello che farà capolino su prodotti non suoi.
[via: slashdot.org || ossblog.it]

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