Cowboy Bebop
Autore: Keiko Nobumoto
Regia: Shinichiro Watanabe
Studio: Sunrise, Bandai Visual
Network: Animax (full series)
1°TV: 3 aprile 1998 - 23 aprile 1999
Episodi: 26
Sceneggiatura:
La storia di Cowboy Bebop nasce in un universo avveniristico ma non troppo, fra un pianeta e l’altro del nostro sistema solare che è ormai quasi completamente conquistato. Spike Spiegel , il protagonista, è un cacciatore di taglie, un Cowboy del terzo millennio più inoltrato che si guadagna da vivere scivolando come le note di un nostalgico blues fra sparatorie ed inseguimenti, magari accompagnati da entusiasmanti scazzottate, il tutto armonizzato dagli indiavolati ottoni di una jazz band. Ospite del suo socio in affari Jet Black, sulla sua nave spaziale, il Bebop, vaga alla ricerca di criminali in un’ epoca caratterizzata da un accavallamento temporale fra passato, presente e futuro, fra droghe surreali, assassini incalliti e rapitori, sorseggiando drink in bar che inneggiano alle atmosfere tipiche degli anni 30 statunitensi.
Cowboy Bebop ha una trama principale che si svolge sullo sfondo di tutto l’anime per poi culminare nella parte finale. In primo piano nelle puntate iniziali si svolge una trama secondaria composta da vicende auto-conclusive che, però, non sono distaccate fra loro in quanto presentano diversi punti di continuità, elementi che fanno sì che non si possa cambiare l’ordine delle puntate indifferentemente e che hanno all’interno della storia principale un ruolo piccolo ma ben preciso. Infatti, proprio nel susseguirsi di questi episodi si colloca l’acquisizione di tre personaggi che ricoprono una funzione importante, anche se secondaria rispetto a quella di Spike, ovvero Faye Valentine, Ed ed Ein che sono quindi anch’essi una testimonianza di consecuzione temporale.
Shinichiro Watanabe è un maestro nell’ armonizzare la sua opera, che è un cocktail equilibrato di un noir degli anni 50’ shakerato con del western, dall’aroma ottocentesco di territorio di frontiera, servito in un martini glass tempestato di stelle e una spolverata di Hong Kong action movie’s styles sul bordo della coppetta per rendere il sapore ancor più solleticante.
Character & Psychologist Design:
Fumare una sigaretta, guardare un tramonto, camminare: i gesti di ogni personaggio vengono curati in modo maniacale e ne rappresentano la personalità, ne arricchiscono il fascino. Gli abiti sono degni d’esser l’oggetto di studi stilistici, calzano come divise di ogni differente life–style dei vari protagonisti. Questi appaiono come alla deriva nelle loro vite, nell’attesa di concludere situazioni sospese nel passato e percorrono parallelamente le loro strade intrecciando le loro rotte fino alla fine. Spike, il protagonista, non abbandona mai il suo obbiettivo; la sue avventure scorrono in un falso primo piano che è in realtà lo sfondo della sua vicenda interiore. Per farla breve: il buon gusto sta in quello che fai, la classe in come lo fai.
Direzione Artistica & Animazioni:
Cowboy Bebop ha una grafica tipica degli anime un po’ datati, essendo un prodotto che ha ormai 10 anni sulle spalle (e di innovazioni nel campo ce ne sono state parecchie), eppure, sotto questo aspetto, è molto valido in quanto non risente della mancanza di elaborazioni digitali sofisticate e moderne e risulta ottimamente realizzato nonostante le non eccezionali potenzialità degli strumenti utilizzati per concepirlo. Gli sfondi sono curati ottimamente e particolareggiati anche nelle visuali dall’alto e da lontano, le ambientazioni si susseguono varie e numerosissime e sempre coerenti e ben contestualizzate con gli avvenimenti in corso, spaziando (è proprio il caso di dirlo) fra pianeti lontani, autostrade spaziali e le lande desolate della quasi ormai disabitata terra. I nuovi mondi, modificati a misura d’uomo, vengono dipinti in modo poetico ma scientificamente realistico: Titano è caratterizzato da uno scenario prevalentemente desertico, sembra quasi il terrestre Sahara; Venere è, un luogo afoso, caldo, che ricorda la Turchia; Marte appare come una località urbanizzata della fascia equatoriale terrestre, mentre Io, satellite di Giove, si presenta come la copia della Russia settentrionale (da notare le scritte in alfabeto cirillico, tipico delle lingue slave). Ganimede, infine, è un luogo di pace tempestato da stupende e quiete città costiere, che si rifanno vagamente ad una Venezia rivisitata in chiave tecnologica. La fotografia è ottima, frutto di uno studio selettivo che punta a rendere nel modo migliore le situazioni, le quali vengono ritratte da inquadrature opportune e ben orchestrate. Le animazioni sono fluide e scorrevoli nonostante “l’età” e soprattutto nelle scene d’azione, reggono il confronto con i prodotti contemporanei dell’animazione giapponese. Ogni personaggio ha un suo stile specifico e a sé stante, anche se un pò ricalca i modelli di capisaldi dell’animazione quali Leiji Matsumoto e Monkey Punch; Spike ad esempio ricorda un po’ Lupin III nella connotazione fisica, Vicious è più facilmente accostabile ai disegni di Capitan Harlock . Allo stesso modo, tutti gli altri personaggi hanno un qualcosa che li caratterizza, dal modo di muoversi al tipo di abbigliamento, peculiarità questa che, come per quanto riguarda la trama, da vita ad una perfetta euritmia.
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Sonorizzazione: Colonna Sonora e BGM:
Yoko Kanno, l’autrice delle musiche di Cowboy Bebop, compie un lavoro magistrale. Come colonna sonora ci troviamo davanti ad una delle più belle mai realizzate per un anime, forse la migliore di sempre.
Tre sono gli album estratti solo per le effettive soundtracks, per un totale di 52 brani di generi già citati (Blues, Jazz, Classica, Elettronica, Country, Composizione Balcanica, Folk…), un numero non esiguo che testimonia il meticoloso lavoro che c’è stato nella scelta dei singoli pezzi per esaltare l’essenza si ogni situazione, personaggio, luogo e momento. Nell’ anime l’OST si incastra perfettamente con tutti gli altri elementi e forse di tutti è quello di maggior rilievo nella riuscita di Cowboy Bebop, ne è il fattore determinante. Per sottolinearne l’importanza, basta dire che molti degli episodi (i quali prendono il nome di sessions) hanno nel titolo il nome del genere musicale che ne caratterizzerà lo svolgimento ( Asteroid Blues, Cowboy Funk, Mushroom Samba, Heavy Metal Queen e atri). Il doppiaggio è di ottimo livello, come in tutte le serie rilasciate da Dynamic Italia. Importanti doppiatori hanno lavorato all’edizione italiana: Il doppiatore di Spike Spiegel, Massimo De Ambrosis è Edward Norton in Fight Club; Faye Valentie viene interpretata da Barbara De Bortoli che è Naomi Watts in Mulholland Drive; Jet Black, Nino Prester è Jean Renò in Mission:Impossible; Roberto Chevalier doppiatore di Tom Cruise e Tom Hanks (in quasi tutti i loro film) è Vicious; Julia è doppiata da Eleonora De Angelis, voce di Jennifer Aniston, Cameron Diaz, Angelina Jolie. Il risultato è un lavoro impeccabile che sommato a quello di Yoko Kanno rende l’aspetto sonoro dell’anime la chiave del suo successo.
Ecco il tanto osannato OST opening
Cowboy Bebop Opening:
Consigliato a:
.. ai Melting’ Pot’ styler. Cowboy Bebop è un anime completo sotto tutti gli aspetti e, non stiamo parlando solo di un seinen di carattere fantascientifico di alto livello. Ogni episodio, infatti, viene assaporato dallo spettatore il quale segue senza fatica la vicenda che scivola senza intoppi e interruzioni; Watanabe calibra opportunamente il climax alle varie situazioni, riuscendo a non sbilanciare l’opera sia nell’ottica delle puntate prese singolarmente, sia nell’interesse dell’ intera serie. La colonna sonora è travolgente come poche e forse, da sempre, quella che nel modo più coerente è riuscita ad interagire con la trama di un anime.
Cowboy Bebop è a tutti gli effetti un capolavoro dell’animazione giapponese.
Voto [Febbraio 2008]
AniDB.net: Rating 8.63/10.00
Review Rating 9.18/10.00
AnimeNewsNetwork.com: Excellent/MasterPiece
AnimeClick.it: Rating 9.178/10.000
Review Rating 9.390/10.000
Marko’s Weblog: 92.8/100.0
[via: crosis.altervista.org || anidb.net || animenewnetwork.com || animeclick.it]
~ di marko su 12 Febbraio 2008.
Pubblicato in AnimeMania
Tag: animax, bandai visual, bebop, blues, bowboy bebop, cacciatore, classica, country, cowboy, ed, ein, elettronica, faye valentine, folk, funk, ganimede, giove, heavy metal, io, jazz, jet black, keiko nobumoto, marte, samba, shinichiro watanabe, spike spiegel, sunrise, taglie, titano, venere, vicius, video, yoko kanno


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ottima recensione, complimenti