mini guida al SSH - parte 1°
Qualche giorno fa illustravo ad un collega i vari benefici che si traggono dall’utilizzo di un sistema gnu/linux in alternativa ad un sistema windows … a tal proposito, dopo esser rimasto affascinato dal poliedrico (guarda caso!) uso della konsole ci siamo ritrovati nell’interessante dibattito riguradante il protocollo di comunicazione SSH.
Dato che il tirocino di questo collega è proprio sulla gestione di un cluster, bhè, quale occasione migliore per dare qualche sana info sull’argomento??
Bene, iniziamo:
Descrizione:
SSH (Secure SHell, shell sicura) è un protocollo che permette di stabilire una connessione sicura tra due computer. SSH garantisce la segretezza e l’integrità dei dati scambiati tra due computer cifrando l’intera comunicazione, compresa la fase di autenticazione. SSH è usato usalmente per permettere il login su macchine remote ed eseguire comandi, ma supporta anche il tunneling che permette (tra le altre cose) di eseguire in locale applicazioni grafiche che risiedono sul computer remoto.
Implementazioni:
Gli strumenti più diffusi per utilizzare il protocollo ssh sono la suite openssh che è disponibile per OpenBSD, Linux, vari unices, Mac OS X, e MS Windows tramite Cygwin. Nella suite sono inclusi diversi client, tra cui il più famoso è ssh che permette di aprire appunto una shell remota connettendosi al server. Altri client sono scp che emula il comportamento di cp e sftp che ha una interfaccia molto simile a ftp (simula un server ftp).
Il client ssh ha una interfaccia a linea di comando simile a quella di telnet e rlogin, ma, a differenza di questi ultimi, l’intera comunicazione (sia l’autenticazione che la sessione di lavoro) avviene in maniera cifrata. Per questo motivo, SSH è diventato uno standard di fatto per l’amministrazione remota di sistemi *nix e di molti dispositivi di rete, rendendo obsoleto il protocollo telnet, giudicato troppo pericoloso per la sua mancanza di protezione contro le intercettazioni.
Altro client interessante, venuto recentemente alla ribalta è sshfs che permette di montare directory remote ed usarle in tutto e per tutto come directory locali (grazie a FUSE): tutti i programmi possono accedere alla cartella remota in maniera trasparente, ignorando del tutto che essa si trovi su un altro computer!
Algoritmi:
L’algoritmo di cifratura del canale di comunicazione è di tipo ibrido: viene usato inizialmente un algoritmo asimetrico a chiave pubblica (tipicamente RSA o DSA) per scambiarsi una chiave di sessione che a sua volta verrà usata per cifrare con un algoritmo simmetrico tutta la successiva comunicazione. Gli algoritmi simmetrici usati usualmente sono AES o 3DES.
[via: howtoforge.com || wikipedia.org || debianizzati.org]

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